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patrimonio ambientale

Notizie su Sant'Andrea

Il fiume Garigliano, Bosco d'Olmi Alta, Monte Garofano, la Guardia e tutta la fascia dei monti Aurunci offrono ampi scorci panoramici di rara bellezza.
Sulla riva destra del Garigliano, ai confini con il territorio di Castelforte, sgorgano abbondanti le sorgenti della
Mola Salomone le cui acque minerali sono ricercate e apprezzate per le loro qualità terapeutiche.
L'area adiacente alla sorgente si presta per "scampagnate" e pic-nic.
Spostandoci più verso monte, dopo aver attraversato una zona di coltivi dove si alternano prevalentemente pioppi, olmi, castagni, e cerri, i sentieri pedonali permettono di inerpicarsi lungo la montagna ricca di boschi di carpino, con aceri, roverella e lecci.
Nella zona vi fioriscono piante di alta montagna come l'Anemone nemorosa, il Bucaneve, la Cardamine impatiens ed il rarissimo
Arisarum proboscideum, una pianta dal fiore particolare.
Nel periodo primaverile è possibile osservare la rara
Colutea arborescens, un alberello dai caratteristici legumi rigonfi, a forma di palloncino. Con la luce radente i suoi frutti, in mezzo alla vegetazione circostante, risaltano tanto da sembrare piccole lampadine.
Lungo i sentieri, inoltre, è possibile trovare fiorite anche molte piante che generalmente preferiscono ambienti piuttosto aridi: lo Xeranthemum cylindraceum, la Blakstonia imperfoliata dalle corolle gialle, il Cardo rosso, la Cuprina vulgaris , specie di pianta quest'ultima con fiori color rosa che cresce in ambienti rocciosi.
Di rilevante valore scientifico è anche la presenza di altre piante quali : Fritillaria tenella, Gagea villosa, Gagea pratensis, Potentilla rigoana, Allium flavum e numerose altre specie di grande bellezza come il Lilium croceum, il Lilium martagon, il Narciso dei poeti, la Rosa pendulina, il Ciclamino e il Pungitopo.
Il percorso, salendo, presenta numerosi tornanti dai quali si apre sempre di più l'immenso e stupendo panorama sulla valle del Liri e del Garigliano con lo sfondo dominato, da una parte, dalla sagoma inconfondibile del vulcano, oggi spento, di Roccamonfina (m.1.108), dall'altra, dalla maestosità dell'Abbazia di Montecassino.
Dopo aver percorso a piedi poco meno di 4 Km., superando un dislivello di 550 metri, si raggiunge
Vallaurea, una conca incantevole, estesa per 1.500 ettari tra le cime di monte Maio, monte Faito, Colle Cerasola e Colle Ornito, un altopiano che costituisce una delle più interessanti plaghe del sistema montuoso degli Aurunci, sia sotto l'aspetto vegetazionale e paesaggistico che sotto l'aspetto agro-silvo-pastorale.
Se la flora è così ricca, altrettanto può dirsi della fauna.
Notevole è la presenza di uccelli stazionari e di passo: il picchio, l'upupa, la ghiandaia, il rigogolo, l'averla ed il codibugnolo dall'artistico nido.
Forte è, altresì, la presenza di rapaci notturni quali il
Barbagianni, l'Allocco, la Civetta e l'Assiolo.
Nei periodi primaverili, soprattutto la sera, è facile imbattersi in alcuni animali, purtroppo da anni altrove in via di estinzione: la
volpe, il tasso, l'istrice.
Lungo il fiume, invece, troviamo un altro animale, anch'esso molto raro, la
lontra.


Aggiornato il 17 gen 2012 | santandreani@email.it

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